Settori agricoli più forti in Italia

Nonostante alcuni problemi infrastrutturali e organizzativi, l’Italia è decisamente avanzata in alcuni settori agricoli. Qui di seguito riporteremo alcuni dei risultati più importanti rilevati da Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea, riguardanti determinati prodotti.

Secondo un recente studio effettuato da EuroStat, l’Italia è seconda nel campo degli agrumi, con 3 milioni di tonnellate prodotte, dopo la Spagna che ne produce ben 7 milioni. In tal senso gioca molto il clima, lo stesso clima che ad esempio favorisce anche la produzione delle pesche, che vedono allo stesso modo gli spagnoli primi con 931 milioni di tonnellate, e gli italiani secondi con 860 mila.

Per quanto riguarda le mele, invece, gli spagnoli non primeggiano ma l’Italia è comunque terza. Infatti, la Polonia produce 3,2 milioni di tonnellate, seguita dalla Turchia con 2,5 e l’Italia con 2,45 milioni di tonnellate di mele.

E per i pomodori? L’Italia della pummarola come si pone? Seconda. Infatti, è la Turchia ad essere la prima produttrice europea con 11,8 milioni, seguita dall’Italia con 5,6 milioni. Ovviamente, parliamo di quantità, senza dare risalto in tale contesto alla qualità. In quanto a qualità e varietà, il pomodoro italiano, inteso nelle sue rinomate varianti, è praticamente impareggiabile.

Agricoltura biologica

Per quanto riguarda l’agricoltura biologica, l’Italia negli ultimi anni ha fatto grandi passi avanti. Gli ettari coltivati senza l’uso di pesticidi sono pari a circa 1,5 milioni, dietro alla sola Spagna con 1,7 milioni.

Se parliamo di agricoltura biologica non possiamo non parlare dell’inquinamento. Infatti, per agricoltura biologica si intende quella che non fa uso di sostanze che possono risultare dannose per il consumatore, perciò con la stessa logica andrebbe considerato anche il fattore inquinamento.

Sotto il profilo dell’inquinamento, l’agricoltura italiana si pone su un piano decisamente superiore rispetto a Francia e Germania. Infatti, dallo studio di Eurostat è risultato che gli agricoltori italiani emettono la metà del metano e degli ossidi di azoto rispetto a quelli francesi e tedeschi. Situazione paradossale è che proprio l’elemento negativo della frammentazione delle proprietà agricole in Italia, aiuta a diminuirne l’impatto inquinante.

Proprio nella direzione dell’agricoltura biologica molto vi sono alte probabilità che l’Italia riuscirà a primeggiare nei prossimi anni, poiché i risultati non mancano e sono in aumento anche i rivenditori di prodotti biologici per via della richiesta sempre crescente. In Italia sta quindi crescendo la cultura della qualità, sia nella produzione, sia nel consumo, componente essenziale per la crescita del settore.