Italia, terza potenza agricola europea

Eurostat, ovvero l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea, ha recentemente pubblicato i dati di un grande studio sul settore dell’agricoltura in Europa. Tale studio, diffuso nel 2016, riguarda i dati in dettaglio dell’anno 2013, secondo il quale l’Italia è risultata essere la terza potenza agricola dell’Unione Europea, con 43 miliardi di euro di fatturato.

L’Italia si piazza sotto la Francia, con un fatturato di quasi 57 miliardi di euro, e la Germania, con oltre 46 miliardi di euro.

Tuttavia, questa classifica rende palese un numero (il fatturato) e il piazzamento, ma nasconde dei dettagli molto interessanti e per certi versi anche paradossali.

Meno territorio, più occupati

Per raggiungere i risultati di fatturato sopra menzionati, la Francia ha utilizzato 27,7 milioni di ettari di territorio e occupato 725 mila persone. La Germania ha utilizzato 17 milioni di ettari e 523 mila persone. In Italia, invece, a fronte di 12 milioni di ettari (quindi molto meno di quelli tedeschi e decisamente molti meno rispetto a quelli francesi) ha occupato 817 mila persone, praticamente il numero di occupati maggiore dopo Polonia e Romania.

Una sintesi spietata potrebbe essere questa: in Francia e Germania il fatturato è diviso per meno individui e quindi produce più ricchezza per ciascun imprenditore.

Ma come mai in Italia vi sono così tanti occupati in più nell’agricoltura? Va bene che vi sia l’elemento delle caratteristiche geografiche diverse, ma basta a spiegare tale differenza. Assolutamente no.

La differenza la fa l’organizzazione. In Italia infatti si ha la tendenza a preferire le piccole e medie imprese, mentre in Francia e Germania vi sono più grandi aziende.

Se in Italia vi sono oltre 1 milione di proprietà agricole, in Francia ve ne sono 472 mila e in Germania 285 mila. In Italia la dimensione media della proprietà è di 12 ettari, negli altri due paesi è di 58.

Tutto bene finché dura

Proprio questa condizione, che riesce comunque a creare più lavoro e quindi più occupazione, va bene finché dura. Anzi, finché ci si adatta per farla durare. A tal fine, deve essere sempre costante l’attenzione degli agricoltori in Italia per la produzione di prodotti che puntino sulle caratteristiche del territorio e sulle certificazioni territoriali. Siamo fortunati a poter offrire prodotti di alta qualità e molto vari, e ad avere una grande tradizione agricola alle spalle. Finché ci saranno qualità e varietà, ci sarà vita per l’agricoltura in Italia. A tal fine, oltre ai bravi imprenditori agricoli, occorrerebbe anche l’appoggio costante dello Stato, tramite il Ministero delle politiche agricole.